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Convegno : “Le produzioni documentali al dibattimento: l’accordo sull’acquisizione degli atti tra giurisprudenza, prassi, strategia difensiva e responsabilita’ professionale”

L’Associazione Difensori d’Ufficio di Roma – ADU Roma ha organizzato un Convegno dal titolo:
“Le produzioni documentali al dibattimento: l’accordo sull’acquisizione degli atti tra giurisprudenza, prassi, strategia difensiva e responsabilita’ professionale”
Relatori:
Avv. Vincenzo Comi (Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma), che tratterà il tema: “Dovere di difesa e accordi su acquisizione degli atti: profili deontologici”;
Dr. Francesco Salerno Magistrato della Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma, che tratterà il tema: “Panoramica sulle produzioni documentali ed il punto di vista del Giudice sulle produzioni documentali ex art. 493 3 co cpp tra fiducia nell’operato della PG e necessità di garantire la formazione della prova nel contraddittorio”
Avv. Riccardo Radi (Avvocato Cassazionista del Foro di Roma) che tratterà il tema: “Giurisprudenza della Corte di Cassazione sulla produzione documentale al dibattimento”;
Avv. Michele Piro (Avvocato Cassazionista del Foro di Roma) che tratterà il tema: “Il principio di oralità nel processo penale: consenso alla produzione degli atti vietati tra strategia difensiva, rischio professionale, dialettica con il Giudice”;
Avv. Piergiorgio De Luca (Avvocato Cassazionista del Foro di Roma) che tratterà il tema: “La produzione documentale nell’udienza predibattimentale”;
Data e luogo: 21.04.2026 ore 14,30-17,30 – Corte di Appello Penale di Roma – Aula della Corte di Assise di Appello – consentito ingresso per partecipanti e relatori dal varco di Via Romeo Romei n. 2
Crediti formativi: evento già accreditato presso il COA di Roma con il riconoscimento di n.2 crediti formativi ordinari e n.1 credito deontologico.
Per prenotazioni inviare compilare il seguente modulo Google:https://forms.gle/PwBHu7h7nui32gNu8
La partecipazione è gratuita.
Per informazioni inviare una e-mail all’indirizzo aduroma@hotmail.com
Il Convegno sarà trasmesso in diretta sul canale Youtube dell’Associazione

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Acquisizione atti al fascicolo dibattimento: le insidie dell’accordo ex art. 493 comma 3 cpp (articolo di Riccardo Radi)
Si invita a leggere l’articolo dell’Avv. Riccardo Radi, sul blog terzultima fermata.
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Convocazione Assemblea degli associati del 27.03.2026 – pubblicazione ordine del giorno
A tutti gli Associati,
il Presidente p.t. del Consiglio Direttivo Adu Roma, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto,
COMUNICA
che è stata convocata l’ assemblea degli associati per il giorno 27 marzo 2026, alle ore 13:30 e seguenti, presso il Tribunale Penale di Roma, Piazzale Clodio, Aula II Collegiale, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
- relazione introduttiva a chiusura dell’attività del Consiglio Direttivo uscente;
- approvazione bilancio consuntivo 2025 e bilancio preventivo 2026;
- elezioni del nuovo consiglio direttivo;
- varie ed eventuali.
L’ordine del giorno, come previsto dall’art. 16 dello Statuto, è pubblicato sul sito internet e sui social dell’Associazione.
Cordiali saluti.
Avv. Maria Federica Soricelli
Presidente Adu Roma
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Cassazione Sezioni Unite penali, 1n. 6565/2026 sull’impugnazione via PEC
Cassazione Sezioni Unite penali, 11-12-2025-18-2-2026 n. 6565/2026
La Cassazione, Sezioni unite penali, ha espressamente statuito che è ammissibile la impugnazione nel caso di errore iniziale commesso nella veicolazione dell’atto di impugnazione (in quanto destinato ad indirizzo PEC non contemplato nel DGSIA seppure riferibile all’ufficio competente a decidere sulla impugnazione) se tale impugnazione viene veicolata nei termini di legge dal cancelliere addetto all’ufficio all’indirizzo PEC contenuto nell’elenco del decreto direttoriale.
Parimenti la Corte ha ritenuto ammissibile l’impugnazione allorchè l’impugnante, accortosi di aver inviato l’atto ad indirizzo non compreso nel decreto, effettui un nuovo invio, sempre nei termini di legge, all’indirizzo incluso nel decreto, non potendosi reputare consumato il potere di impugnazione ove il termine di legge non sia ancora maturato
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Cassazione penale n. 5987 – maltrattamenti in famiglia e concetto di convivenza
Cassazione penale Sezione VI 19-1-2026- 13-2.2026 n. 5987
In tema di maltrattamenti in famiglia, ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 572 cod. pen., il concetto di convivenza in ossequio al divieto di interpretazione analogica delle norme incriminatrici va inteso nella accezione più stretta; in questa prospettiva pertanto la convivenza non può essere desunta dalla sola esistenza di una relazione sentimentale, ma richiede l’accertamento in concreto di una stabile e duratura comunanza di vita, fondata su una radicata relazione affettiva con reciproche aspettative di mutua solidarietà e caratterizzata da una effettiva e non episodica coabitazione.
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Cassazione Sezioni Unite penali, n. 5166/2026 in tema di impugnazione del rigetto della richiesta di accesso alla giustizia riparativa
Cassazione Sezioni Unite penali, 30-10-2025-9.2.2026 n. 5166/2026
La Corte Suprema di cassazione a Sezioni unite ha affermato che il provvedimento del giudice di merito rigetta la richiesta di invio dell’imputato al Centro per la giustizia riparativa per l’avvio di un programma di giustizia riparativa è impugnabile ai sensi dell’art. 586 c.p.p. con l’appello o con il ricorso per cassazione unitamente alla sentenza conclusiva del relativo grado e indipendentemente dal regime di procedibilità del reato.
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Il CNF riapre i termini per la domanda di permanenza nelle liste dei difensori d’ufficio
Nella seduta del 29.01.2026 la il CNF – Commissione Difese d’Ufficio ha stabilito la riapertura della piattaforma del gestionale a decorrere da lunedì 2 febbraio 2026 fino a sabato 28 febbraio per il deposito delle istanze di permanenza relative all’annualità 2025.
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Cass. Sent. 1733/25 sulla proporzionalità del sequestro probatorio di dati contenuti in dispositivi informatici
Cassazione Sezione VI 3.12.2025 -8.1.2026 n. 1733/2025
La Sesta Sezione penale ha affermato che la necessità di garantire la proporzionalità del sequestro probatorio avente ad oggetto dati contenuti in dispositivi informatici o telematici non impone che sia indicato, già nel decreto che lo dispone, il termine esatto della sua durata o che siano prefissati, in modo determinato e inderogabile, i tempi per il compimento delle operazioni di estrapolazione e di analisi dei dati informatici, non essendo il pubblico ministero in grado di prevederli nella fase genetica del vincolo, sussistendo il rischio di penalizzare, in modo eccessivo, le iniziative finalizzate all’accertamento dei reati ed essendo l’eccessiva protrazione del vincolo contestabile anche successivamente, mediante istanza di restituzione ai sensi dell’art. 262 cod. proc. pen.
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Cassazione – Sent.1623/2025 in tema di delitti contro la famiglia e contro la persona
Cassazione sezione VI penale 14.11.2025-14.1.2026 n. 16237/2025
La Suprema Corte di Cassazione, in tema di delitti contro la famiglia e contro la persona, ha affermato che, ai fini dell’individuazione delle esigenze cautelari, il riavvicinamento tra soggetto agente e persona offesa non può essere univocamente inteso alla stregua della massima di esperienza secondo cui sarebbe dimostrativo di una perdurante esposizione di quest’ultima alla condotta abusante, ma dev’essere valutato, piuttosto, come circostanza suscettibile di plurimi significati, non potendo giungersi a diversa conclusione in base alla normativa sovranazionale di cui alla Direttiva UE 2024/1385 del Parlamento europeo e del Consiglio e della Convenzione di Istanbul, ratificata con legge 27 giugno 2013, n. 77, o all’elaborazione della giurisprudenza sovranazionale.
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Corte Costituzionale 18.12.2025 n. 190
La Corte ha ritenuto non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art.34 comma 2 c.p.p. in relazione agli artt. 3 e 111 della Costituzione ritenendo che non vi sia incompatibilità a decidere tra il Giudice chiamato a decidere in sede di abbreviato e quello che aveva ammesso in precedenza l’imputato alla messa alla prova
