-
Convegno – “L’esclusione della punibilità per tenuità del fatto prevista dall’art. 131 bis c.p. e le sue forme nelle diverse fasi del procedimento penale”

L’Associazione Difensori d’Ufficio di Roma – ADU Roma ha organizzato un Convegno dal titolo:
Relatori:
Dr. Nicola Di Grazia, Magistrato, Presidente del Tribunale Ordinario di Tivoli, già Giudice per l’Udienza Preliminare presso il Tribunale Ordinario di Roma, che tratterà l’argomento “l’art. 131 bis c.p. nella prospettiva del Giudice per le Indagini Preliminari con specifico riferimento alla richiesta di archiviazione per tenuità del fatto e alla nuova opposizione prevista in favore dell’indagato ai sensi dell’art. 411 comma 1 bis c.p.p.;
Dr.ssa Anna Carla Mastelli, Magistrato presso la IV° Sezione Penale del Tribunale Ordinario di Roma, che tratterà l’argomento “la tenuità del fatto a confronto con la convalida dell’arresto, il giudizio direttissimo e l’udienza predibattimentale”;
Avv. Riccardo Radi, Avvocato Cassazionista del Foro di Roma, che tratterà l’argomento “la Corte di Cassazione e l’art. 131 bis c.p.”;
Avv. Michele Piro, Avvocato Cassazionista del Foro di Roma, che tratterà le “la nuova opposizione alla richiesta di archiviazione ex art. 411 comma 1 bis c.p.p., limiti e possibilità nella prospettiva del difensore, esame di casi concreti”;
Avv. Federico Cona, Avvocato del Foro di Roma che tratterà l’argomento “la tenuità del fatto, la convalida dell’arresto ed il giudizio direttissimo nella prospettiva del difensore”.
Data e luogo: 12/11/2025 ore 14,00-17,00 – Corte di Appello Penale di Roma – Aula della Corte di Assise di Appello – consentito ingresso per partecipanti e relatori dal varco di Via Romeo Romei n. 2
Crediti formativi:
Il convegno è accreditato c/o il COA di Roma per n. 3 crediti formativi ordinari
La partecipazione al convegno è gratuita.
Per prenotazioni inviare una email all’indirizzo: aduroma@hotmail.com
Il Convegno sarà trasmesso in diretta sul canale Youtube dell’Associazione


-
“PERCHE’ SIA CHIARO!”
Approvata dal COA di Roma modifica al regolamento difese d’ufficio.
Perché sia chiaro, l’Associazione Difensori d’Ufficio nasce per combattere i “cattivi difensori” e, quindi, perché i meno abbienti siano assistiti da avvocati seri e preparati.
La comunità dei penalisti è una piccola comunità, sappiamo tutto di tutti.
Sappiamo, quindi, cosa accadesse nelle aule delle direttissime fino a qualche anno fa, prima che adu inventasse il turno del sabato e quello feriale.
Sappiamo anche bene cosa succedesse ogni giorno prima che avessimo l’idea di far “presidiare”
quotidianamente quelle stesse aule da un difensore dedicato.
Questo regolamento a cui abbiamo lavorato , insieme ad un gruppo di oltre cinquanta avvocati , in seno alla commissione d’ufficio del COA, aveva finalmente, dopo decenni, trovato il modo di interrompere definitivamente il mercimonio cui i cittadini , gli operatori di giustizia, i magistrati e gli avvocati per bene hanno assistito negli ultimi trent’anni.
Uno spettacolo degradante che minava la credibilità della Giustizia e dello Stato.
Quello spettacolo che ha allontanato centinaia di buoni professionisti dalla difesa d’ufficio.
È davvero scoraggiante che non sia stato difeso dall’avvocatura con le unghie e con i denti.
Abbiamo ancora la possibilità di riscattarci vegliando e denunciando qualunque comportamento scorretto avvenga nelle aule ad opera di un pugno di cattivi difensori che squalificano tutta la categoria.
Noi, il direttivo tutto, siamo a completa disposizione per raccogliere segnalazioni e intervenire qualora venisse richiesto il nostro intervento. -
Interrogatorio dell’indagato preventivo alla applicazione di una misura cautelare in caso di accoglimento dell’appello per il PM

SENTENZA CASSAZIONE 12.6.2025- 29.7.2025 27815 SEZIONE VI PENALE
La regola dell’obbligo di interrogatorio dell’indagato preventivo alla applicazione di una misura cautelare di cui all’art. 291 comma 1 quater c.p.p. introdotto dalla legge 114 del 2024 non si applica alla ipotesi di applicazione da parte del Tribunale del riesame di un misura coercitiva in accoglimento dell’appello per il PM in quanto il diritto al contraddittorio anticipato e quello di difesa sono assicurati dalla possibilità per il predetto di comparire alla udienza per la trattazione del gravame e chiedere di essere interrogato
-
Violazione degli Obblighi Familiari: Reato anche per il Mancato Pagamento delle Spese Straordinarie
Corte di Cassazione Sesta sezione Penale del 4.4.2025 depositata il 27.5.2025 n. 19715
Il mancato pagamento delle spese straordinarie integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare anche laddove risulti corrisposto regolarmente l’importo dell’assegno di mantenimento e dell’assegno divorzile.
-
Giudizio abbreviato: riduzione distinta per delitti e contravvenzioni anche in continuazione
Cassazione Sezioni unite penali del 27.2.2025 depositata il 23.7.2025 n. 27059
Le Sezioni Unite penali hanno affermato che, nel caso di delitti e contravvenzioni posti in continuazione e oggetto di giudizio abbreviato, la riduzione per il rito ai sensi dell’art. 442, comma 2, cod. proc. pen., come novellato dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, va operata, sulla pena inflitta per i delitti, nella misura di un terzo e, sulla pena applicata per le contravvenzioni, nella misura della metà.
Con la medesima sentenza le stesse sezioni unite penali hanno inoltre affermato che, in tema di giudizio abbreviato, in caso di continuazione tra delitti e contravvenzioni, l’erronea determinazione unitaria, nella misura di un terzo, della diminuente prevista dall’art. 442, comma 2, cod. proc. pen., piuttosto che in maniera distinta, con riduzione della metà per le contravvenzioni, integra un’ipotesi di pena illegittima e non di pena illegale, sempre che la sanzione inflitta rientri nei limiti edittali.
-
La Consulta apre alla messa alla prova per il piccolo spaccio: incostituzionale l’art. 168-bis c.p.
Sentenza 11.6.2025 depositata il 2.7.2025 Corte Costituzionale n. 90 del 2025
La sentenza dichiara la illegittimità costituzionale dell’art. 168 bis primo coma c.p. nella parte in cui non consente la sospensione del procedimento con messa alla prova per il reato di produzione traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti qualificato di lieve entità di cui all’art. art. 73 comma 5 dpr 309/1990.
Con tale sentenza la Corte ribadisce come l’istituto della messa alla prova disegna un percorso rieducativo e riparativo alternativo al processo che conduce in caso di esito positivo alla estinzione del reato; in questa prospettiva vi sarebbe un favor per la messa alla prova che coniuga la funzione premiale con una forte vocazione risocializzante. Stante la particolare natura del reato di spaccio di lieve entità che si traduce in un fatto di limitata offensività e soprattutto di limitata offensività la messa alla prova ben si presta al conseguimento dello scopo, costituzionalmente imposto dal’art. 27 terzo comma Cost. della risocializzazione del soggetto.
Peraltro la esclusione del piccolo spaccio dal perimetro applicativo della messa alla prova frustrerebbe anche le finalità generali di deflazione giudiziaria per reati di contenuta gravità che ben si presta ad una definizione alternativa con evidente effetti deflattivi
-
Pena sostitutiva e art. 545-bis c.p.p.: obbligo del giudice di interloquire con l’UEPE
Corte di Cassazione Sesta sezione Penale del 12.3.225
depositata il 23.6.2025 n. 23335
In materia di applicazione di una pena sostitutiva ex art. 545 bis c.p.p. (in specie lavoro di pubblica utilità) il Giudice adito in sede di appello non può rigettare la richiesta ritenendo che il programma predisposto dall’UEPE sia incongruo rispetto alla gravità del fatto ed alla pena irrogata senza tuttavia spiegare perchè il giudice non avrebbe potuto verificare la possibilità di individualizzare la pena in modo diverso rispetto al programma predisposto.
Osserva correttamente la Suprema Corte che Il giudice invece deve interloquire con l’UEPE, con le parti e se del caso con la polizia giudiziaria per acquisire le informazioni necessarie in relazione alle condizioni di vita, personali, familiari, economiche e patrimoniali dell’imputato; ciò allo scopo di favorire la costruzione di un progetto sanzionatorio alternativo al carcere e che possa plasmarsi sulle specifiche condizioni di vita e sul percorso rieducativo e di risocializzazione che deve intraprendere il reo.
-
Video del convegno ADU Roma del 20.05.2025

-
Elezioni delegati al Congresso Nazionale Forense – 26/29 maggio 2025
Cari Colleghi,
in vista delle prossime elezioni per i delegati al Congresso Nazionale Forense , riteniamo opportuno ricordare l’importanza di questa tornata elettorale.Il Congresso e’ l’occasione per tutte le componenti associative dell’avvocatura di discutere, trattare e formulare proposte sui temi della giustizia e della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, nonché le questioni che riguardano la professione.
L’ADU, nella consapevolezza della rilevanza di questo momento di incontro e confronto, appoggerà il nostro consigliere onorario Andrea Manasse, per portare avanti le proprie mozioni congressuali con
la lista “Noi Avvocati” composta da 40 colleghi (dal n. 40 al 78).
Il voto andrà espresso recandosi dal 26 al 29 maggio p.v. dalle 8.30 alle 15.30 in Cassazione.Facciamo sentire la nostra voce.


